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di Mario Marazziti
Non c'è giustizia senza vita

«La pena capitale abbassa la società intera al livello di chi uccide.
Anche di fronte a chi ha compiuto crimini orrendi, abbiamo il dovere di essere migliori, proprio per dire che è sbagliato, sempre, uccidere.»

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15.07.2010
Indonesia

Comunità di Sant'Egidio - Rinnovato impegno contro la pena di morte in Indonesia

Comunità di Sant’Egidio

Jakarta 12 Luglio -  Si è tenuto presso la sala riunioni del Dipartimento Nazionale per i Diritti umani in Indonesia, un incontro di attivisti indonesiani contro la pena di morte. Il dibattito promosso dalla Comunità di sant’Egidio ha suscitato notevole interesse da parte delle diverse associazioni presenti.  Il Presidente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani  Ifdhal Kasim che ha ospitato il tavolo di lavoro ha sottolineato quanto l’incontro tra la Comunità di Sant’Egidio e gli attivisti di ELSAM (fondazione ed in seguito associazione, nata durante il periodo di Suharto per la costruzione di una società democratica nel rispetto dei diritti umani), DEMOS , Imparsial (Associazione di analisi e monitoraggio di violazioni dei diritti umani), Kontras, HRW (Human Right Watch), abbia rappresentato una preziosa opportunità di convergenza di energie verso un obiettivo comune.

 

È stata accolta con entusiasmo la presentazione della Campagna Abolizionista di Sant’Egidio che a partire dall’amicizia con un giovane afroamericano, Dominique Green del Texas dal 1996 fino al giorno della sua esecuzione nel 2004, ha cominciato a muovere i primi passi nei bracci della morte e nelle carceri nel mondo. Tra le iniziative da intraprendere, vi è quella di promuovere un largo coinvolgimento delle Provincie indonesiane all’iniziativa “Cities for life” che si celebra ogni 30 novembre. L’obiettivo è la creazione di un ampio fronte culturale per la vita, capace di mobilitare la società civile verso una sensibilità  contro la pena di morte. L’altro obiettivo è favorire la possibilità che  l’Indonesia possa votare positivamente alla prossima Risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali che verrà presentata il prossimo autunno all’ONU. Si è, infine, parlato delle 144 persone in Indonesia condannate alla pena capitale e della possibilità di creare una rete di corrispondenza con i detenuti nelle prigioni. Significativa è anche la presenza di persone che attendono il giorno dell’esecuzione e che hanno raggiunto un’età al disopra dei 70 anni.